Appunti sulla storia della stampa La stampa e il regime tipografico
La stampa a caratteri mobili
Dalla xilografia alla calcografia
L'Ottocento: il giornale, la litografia, l'offset. Il bisogno di informazione risale ai promordi della vita sociale, ma il giornale nasce solo nel XV secolo, quando cioè gli stampati (avvisi, lettere, relazioni) potevano essere distribuiti dai corrieri postali. Il giornale come quotidiano poi si sviluppa in senso moderno a partire dal Settecento, soprattutto in Inghilterra, e si afferma con il periodo romantico. Nel primissimo Ottocento nascono in tutt'Europa giornali che ancora oggi troviamo in edicola: il Times, il Daily Telegraph, Le Figaro, Il Corriere della Sera, La Gazzetta di Parma. Naturalmente la diffusione del quotidiano era resa possibile da un rinnovamento profondo delle tecniche di stampa e dall'adeguamento di materie prime, carta, inchiostri, organizzazione del lavoro. Il XIX secolo è l'epoca delle grandi invenzioni che sconvolgono, sotto il profilo tecnico, i processi produttivi dei settori principali della grafica: quanto era sempre stato fatto a mano, viene ora meccanizzato con la linotipia. Il nuovo metodo di stampa, la litografia, apre inedite vie di illustrazione. Tale sistema, in principio chiamato stampa chimica su pietra, non prevede dislivelli sulla matrice come nel caso della stampa a incavo o a rilievo, e permette una stampa completamente piana, decisamente più rapida. In campo industriale, la vera
Il problema dell'incisione come grafica originale d'arte Nonostante il legame forte con l'editoria, e nonostante i progressi avvenuti in campo grafico siano legati a necessità di ordine economico, l'incisione è prima di tutto voce del genio. Del resto, gli altissimi livelli espressivi raggiunti nei secoli dalle opere di Dürer, Rembrandt, Goya e tanti altri, hanno dimostrato il valore dell'incisione come arte in sè e per sè, sganciata dalla complessa dinamica di interazione con altre arti e artigianati. Il termine che oggi ha sostituito la parola incisione, anche per riconoscerne il valore, l'espressione e l'originalità è grafica originale d'arte. Certo, si tratta di un termine di non facile ed immediata comprensione ma che, se riletto con attenzione, rivela in realtà la necessità, da parte della nostra contemporaneità, di riscattare quest'antica pratica dal caos delle riproduzioni fotomeccaniche e dall'ignominia in cui è precipitata negli anni Sessanta e Settanta, periodo in cui la contraffazione di stampe con mezzi meccanici ha minato la credibilità e l'integrità di un'arte nobile e di grande tradizione. L'aggettivo “originale” vuole quindi riqualificare l'opera grafica come manufatto artistico, frutto del genio e della creatività dell'artista, nonostante gli aspetti fortemente artigianali e manuali richiesti dalla sua esecuzione. L'originalità viene concessa quando la stampa rispetta parametri ben precisi, stabiliti e revisionati costantemente dalle convenzioni internazionali. Concetto di originalità
È originale per antonomasia la stampa del peintre-graveur, ossia del pittore che incide la matrice, dell'incisore d'invenzione. Sempre tale si considera la stampa eseguita da terzi su un modello disegnato o dipinto da un artista appositamente per la tiratura. A causa della diffusione crescente di stampe ottenute con metodi industriali, che propongono al mercato una produzione scadente a costi bassi, è sorta la necessità di chiarire definitivamente cosa s'intenda per incisione originale. La definizione più seguita è quella proposta dalla convenzione francese Comité de la Gravure, che indica quanto segue: "Stampa originale è ogni prova impressa da una matrice (in legno, metallo o pietra) lavorata direttamente dall'artista, in modo che i grafismi trasportino sul supporto, attraverso una precisa operazione di stampa, l'immagine originale creata dall'artista proprio per tale preciso scopo". Originale è pure la stampa popolare, ideata e realizzata da artigiani che si ispirano a fatti e modelli esistenti, interpretandoli a modo loro. In tal senso si può considerare originale anche la stampa a fini di riproduzione e documentazione, comune prima delle moderne tecnologie. La stampa tecnologica moderna non richiede l'intervento di artisti e di artigiani per la creazione delle forme, si può quindi definire "non originale" nel senso che non presenta interpretazioni soggettive e nemmeno difficoltà intrinseche di tiratura che differenzino sostanzialmente e categoricamente i fogli tirati; si definisce dunque "stampa industriale". Nel 1937 il Congrés Internationale de la Gravure ritenne opportuno ribadire quanto segue: "Considerando che il termine incisione indica talvolta un lavoro eseguito a mano dall'artista, talvolta un procedimento meccanico di riproduzione, dando luogo ad equivoci sulle qualità sostanziali di opere tra loro molto differenti, sia per tecnica sia per valore commerciale, si esprime l'auspicio che il termine incisione venga riservato solo alle opere eseguite per copia, a mano, mentre per ogni altro procedimento tecnico-industriale attuale e futuro dovrà esser indicata la tecnica di esecuzione adottata. Per quanto concerne le incisioni «d'interpretazione» eseguite a mano, esse dovranno riportare l'indicazione del pittore o del disegnatore da cui il soggetto deriva". |
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